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IL RACCONTO E LA MEMORIA DELLE LEGGI RAZZIALI
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Anni '40
Storiografia e memorialistica
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Storia tragica e grottesca del razzismo fascista

1946: Primo volume sul tema, è scritto da un noto giornalista e scrittore ebreo. L’introduzione delle leggi razziali è presentata come una diretta imposizione tedesca (“per ordine di Adolfo Hitler”, p.65). Concetto ribadito nell’appendice anche dall’autorevole ex Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando (secondo cui, se Mussolini fece quelle leggi, “vuol dire che obbedì a una condizione che gli fu imposta”, p.142). Quanto agli italiani, si parla di un’autentica “congiura di disobbedienza” attuata dalla popolazione contro quelle disposizioni. Se ne elogia la “solidarietà quotidiana silenziosa e spesso coraggiosa” prestata agli ebrei (p.136).

Autore
Eucardio Momigliano
Einaudi rifiuta "Se questo è un uomo"

1947: Il manoscritto di Se questo è un uomo di Primo Levi viene rifiutato da Einaudi (pur affidatosi al giudizio di Cesare Pavese e Natalia Ginzburg, quest'ultima tra l'altro anch'essa ebrea). Esce allora per il piccolo editore De Silva, vendendo solo 1500 copie e riscuotendo ben poco impatto.

Autore
Primo Levi
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Cultura e politica

1945: Il 15 gennaio, a guerra ancora in corso, viene approvata la mozione dei Gruppi Sionistici Italiani, esprimente gratitudine per la “silenziosa, spesso eroica solidarietà” mostrata dagli Italiani verso gli ebrei.

1946: il 22 giugno viene approvata dal governo De Gasperi la c.d. “amnistia Togliatti”, voluta dal Ministro di Giustizia Palmiro Togliatti (PCI) per promuovere la pacificazione sociale nel Dopoguerra "di tutti i buoni italiani". Essa include anche i colpevoli di reati razziali.

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“Nessuno, in nessun ambiente, voleva sentir parlare di Auschwitz e di quanto era successo a quelli come me.

Anche io volevo tornare alla normalità.”

Liliana Segre
(da La memoria rende liberi, p. 174)
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