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Anni '50
RAI TV

1954: Il 3 gennaio la Rai TV comincia il suo servizio di trasmissioni regolari.

1959: Cinquant’anni, 1898-1948

Cinquant’anni: 1898-1948, pt. 7 (1938-1940: vigilia di guerra), in onda il 25 gennaio 1959 alle 22.05 (ID Teca: C27). La serie, la prima di genere storico della RaiTv, e in preparazione già da tre anni, fu trasmessa – con vasto successo di pubblico – a partire dal dicembre ’58 e curata dall’affermato vaticanista e saggista d’impostazione liberale Silvio Negro.

Questo estratto, sin qui sconosciuto anche agli specialisti del tema, è da considerarsi la primissima menzione delle leggi razziali nella storia della televisione italiana.
Pur nella sua brevità, è importante perché testimonia e fissa subito il tono che resterà dominante per decenni: quello, cioè, che presenta le leggi come un’iniziativa del regime attivamente rifiutata dalla popolazione, tutta intenta a salvare gli ebrei. Una trattazione dolente ma auto-assolutoria per il Paese.
Il breve seguito della sequenza (qui non proposto per motivi di copyright) menzionava l’emigrazione in USA del fisico Enrico Fermi a causa delle leggi razziali e chiudeva con la constatazione (vera ma minimizzante e consolatoria) che “sotto Hitler da tempo succedevano cose molto peggiori”.

Storiografia e memorialistica
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Le persecuzioni razziali in Italia, in «Il Ponte»

1952: Secondo breve studio sul tema, uscito (a puntate: n.7,8,11-1952 e n.7-1953) sull'autorevole rivista di politica e letteratura Il Ponte. L’antisemitismo fascista è nuovamente presentato come «imposto a Mussolini» da Hitler.

Autore
Antonio Spinosa
Se questo è un uomo

1958: Dopo averlo rifiutato nuovamente nel 1952 (perchè, pur essendo un "bel libro (...) non avrebbe molta probabilità di successo"), Einaudi finalmente torna sui suoi passi e pubblica Se questo è un uomo. Il libro diventa presto un classico e un successo mondiale, tradotto in oltre 40 lingue diverse.

Autore
Primo Levi
Gli ebrei sotto l'occupazione italiana

1956: Il CDJC (Centre de Documentation Juive Contemporaine) pubblica una raccolta di documenti della Gestapo nazista da cui risultano gli aiuti prestati agli ebrei dalle autorità italiane nelle zone da esse occupate in guerra (Francia del Sud, Croazia, Grecia). Di ciò, vi si legge, "il merito va al popolo italiano, che è in fondo un popolo umano e cristiano" (p.30). Malgrado le leggi razziali, "il popolo italiano, con la sua saggezza mediterranea, fu in gran parte assolutamente ostile a queste tendenze [antisemite,] (...) all'opposto di quello tedesco." (p.5)

Autore
Léon Poliakov
Autore
Jacques Sabille
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Cultura e politica

1957: a Gerusalemme apre lo Yad Vashem, il memoriale dell’Olocausto.

1957: a Roma il Presidente dell’UCII (Unione Comunità Israelitiche Italiane) Sergio Piperno ricorda in un discorso: “Tutti si prodigarono” e rende grazie a “tutta la cittadinanza romana che, salvo pochissime eccezioni, solidarizzò con gli ebrei”.

1957: Gaetano Azzariti, già redattore delle leggi razziali e Presidente del ‘Tribunale della razza’, viene nominato presidente della Corte Costituzionale e vi resta fino alla morte, nel 1961, senza che la cosa susciti scandali.

1958: Un cinegiornale (“La settimana Incom” n. 01659, 29 maggio) fa menzione per la prima volta della legislazione razziale in Italia, parlando però, con un errore significativo, di “leggi naziste” (anzichè fasciste), riflettendo evidentemente la convinzione dell’epoca che attribuiva l’antisemitismo fascista a imposizioni di Hitler.

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